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Amorim e il Milan non ancora pronto per il suo calcio: «Dobbiamo migliorare»

Di Guglielmo Timpano

Dopo il 2-0 del Benfica, l’allenatore ha ammesso che la rosa non possiede ancora tutte le caratteristiche ideali per il suo sistema. Pochi giorni prima aveva dato 10 al mercato rossonero.

Il Milan ha cominciato l’Europa League con una sconfitta per 2-0 contro il Benfica. La partita di San Siro ha riportato al centro una questione che Rúben Amorim aveva già sollevato prima del match: il Milan non è ancora costruito in modo perfetto per il calcio che l’allenatore vuole giocare.

Nell’intervista pubblicata da Milan TV dopo la partita, Amorim ha detto che la squadra deve migliorare e che c’è ancora molto lavoro da fare.

Prima della gara, in un’intervista a Sky, aveva spiegato di non avere ancora a disposizione giocatori con tutte le caratteristiche ideali per il suo sistema. Non ha detto che gli acquisti siano sbagliati: ha spiegato che è normale, quando si comincia a lavorare con una squadra nuova, non trovare subito una corrispondenza perfetta tra gli interpreti e il proprio calcio.

La frase è diventata però significativa perché pochi giorni prima lo stesso Amorim aveva valutato il mercato del Milan con un «10 su 10». Football Italia, citando la Gazzetta dello Sport, ha scritto che il tecnico portoghese ha avuto un ruolo importante nelle scelte estive della società. Da qui nasce l’apparente contraddizione: se il mercato è stato giudicato eccellente, perché la rosa non è ancora adatta al suo sistema?

Le due valutazioni possono convivere. Un mercato può essere considerato positivo per la qualità dei giocatori acquistati e, allo stesso tempo, non risolvere immediatamente tutti i problemi tattici di una squadra. L’adattamento richiede tempo, soprattutto quando l’allenatore chiede movimenti e posizioni molto specifici. Il punto è capire quanto tempo il Milan potrà concedergli se i risultati continueranno a non arrivare.

Per ora sarebbe quindi eccessivo parlare di mercato bocciato o di rottura tra Amorim e la società. Il dato concreto è un altro: l’allenatore ha ammesso che il suo Milan è ancora un progetto in costruzione, proprio mentre la pressione intorno alla squadra aumenta. Il 2-0 del Benfica non dimostra che le scelte estive siano state sbagliate, ma rende più urgente capire se quei giocatori possano davvero diventare la squadra che Amorim ha in mente.