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Dal Financial Times al Milan: Cardinale punta su James Fontanella-Khan

Di Guglielmo Timpano

Il giornalista finanziario dovrebbe diventare Chief Corporate Affairs Officer del club. Ex portiere del Piacenza e compagno di Alberto Gilardino, lavorerebbe sui rapporti societari e istituzionali in una fase decisiva per il nuovo stadio.

Il Milan potrebbe affidare un ruolo importante della propria struttura societaria a una persona che, fino a oggi, ha raccontato le operazioni finanziarie degli altri. James Fontanella-Khan, attuale responsabile della finanza statunitense del Financial Times, dovrebbe diventare Chief Corporate Affairs Officer del club rossonero.

La notizia è stata anticipata dalla Gazzetta dello Sport il 16 settembre. Al momento, però, il Milan non ha pubblicato un comunicato ufficiale sulla nomina. Fontanella-Khan va quindi presentato come un dirigente in predicato di entrare nel club, non come una nomina già formalizzata.

Dalla porta del Piacenza a Wall Street

Fontanella-Khan è nato nel 1983 e ha iniziato la propria carriera nel calcio. Ha giocato come portiere nel settore giovanile del Piacenza tra il 1996 e il 2000, arrivando fino alla Primavera. In quegli anni è stato compagno di Alberto Gilardino, che sarebbe poi diventato campione del mondo con l’Italia e campione d’Europa con il Milan nel 2007.

Dopo l’esperienza nel Piacenza, Fontanella-Khan ha giocato anche nel Pavia, in Serie D, nella stagione 2000-2001. Poi ha lasciato il calcio giocato e ha intrapreso un percorso di studi e giornalismo, fino a entrare nel Financial Times nel 2005.

Nel quotidiano britannico ha lavorato in diversi Paesi e su temi diversi: politica internazionale, grandi operazioni societarie, fusioni e acquisizioni, private equity e corporate finance. Nell’aprile 2025 è stato nominato US Finance Editor, con la responsabilità della copertura delle principali banche di Wall Street, dei fondi di investimento e dei rapporti tra finanza e politica americana. Il profilo ufficiale del Financial Times raccoglie i suoi articoli su finanza, economia e sport business.

Il suo percorso non è quindi quello di un dirigente calcistico tradizionale. È quello di un professionista abituato a leggere bilanci, investimenti e operazioni societarie, ma anche a raccontare il modo in cui il mondo dello sport si sta trasformando in un settore sempre più legato alla finanza internazionale.

Che cosa dovrebbe fare al Milan

Il titolo di Chief Corporate Affairs Officer indica un incarico legato ai rapporti societari e istituzionali. Secondo la ricostruzione della Gazzetta, Fontanella-Khan dovrebbe occuparsi delle relazioni con le istituzioni italiane e internazionali, lavorando a stretto contatto con il proprietario Gerry Cardinale, il presidente Paolo Scaroni e l’amministratore delegato Massimo Calvelli.

Non è ancora disponibile una descrizione ufficiale dell’incarico. Per questo non è possibile attribuirgli deleghe precise o stabilire quale sarà la sua posizione nell’organigramma definitivo. Il dato leggibile è però la direzione della scelta: Cardinale sembra cercare una figura capace di muoversi tra calcio, finanza, comunicazione e istituzioni.

La scelta arriva nella fase del nuovo stadio

Il momento rende la nomina particolarmente significativa. Il progetto del nuovo stadio non è soltanto un dossier architettonico o sportivo. Richiede rapporti continui con il Comune, la Regione, gli organismi del calcio, i partner finanziari e gli interlocutori coinvolti nella trasformazione dell’area di San Siro.

In questo contesto, una persona con esperienza nella finanza statunitense può essere utile per tradurre la strategia di RedBird in un linguaggio comprensibile a investitori e istituzioni. Può inoltre contribuire a coordinare il racconto pubblico di un progetto che avrà conseguenze economiche e urbanistiche molto più ampie della costruzione di uno stadio.

Questa è una lettura della scelta, non una motivazione dichiarata dal Milan. Il club non ha ancora spiegato ufficialmente perché stia valutando Fontanella-Khan. La coincidenza tra il possibile incarico e la fase decisiva del progetto per il nuovo impianto, però, rende difficile considerare l’operazione come un semplice rafforzamento dell’ufficio comunicazione.

Un rapporto professionale già esistente con Cardinale

Fontanella-Khan conosce già Gerry Cardinale. Negli anni lo ha intervistato più volte e ha raccontato per il Financial Times gli sviluppi societari e finanziari del Milan. La Gazzetta lo descrive come un giornalista che ha osservato dall’esterno le scelte economiche e societarie del club, oltre ai progetti con cui Cardinale ha cercato di ridefinirne il profilo internazionale.

Questo elemento rende il possibile passaggio meno casuale. Cardinale non sceglierebbe soltanto un giornalista con esperienza a Wall Street, ma una persona che conosce già il linguaggio della proprietà e le sue ambizioni nel settore sportivo.

Per Fontanella-Khan, però, il cambiamento sarebbe radicale. Da giornalista ha avuto il compito di analizzare e raccontare le strategie delle società; al Milan dovrebbe contribuire a costruirle e a rappresentarle nei rapporti con l’esterno. È il passaggio dall’altra parte della scrivania, con responsabilità diverse e con la necessità di separare il nuovo ruolo dalle attività svolte nel giornalismo.

Perché è una scelta particolare

Nel calcio italiano i dirigenti arrivano più spesso da altre società sportive, dalla consulenza, dalla finanza o dalla politica. Un giornalista economico con una lunga esperienza internazionale rappresenta invece un profilo meno comune, soprattutto in un ruolo che non riguarda direttamente il mercato dei calciatori o la gestione della squadra.

La scelta racconta il tipo di Milan che RedBird sta cercando di costruire: una società sportiva inserita in una rete di investimenti, relazioni istituzionali e progetti immobiliari. Il campo resta il centro dell’attività, ma non è l’unico luogo in cui si decide il futuro del club.

Il possibile ingresso di Fontanella-Khan non risolverebbe da solo i problemi del nuovo stadio e non cambierebbe la struttura sportiva della squadra. Potrebbe però rafforzare il gruppo di persone incaricato di gestire i dossier più complessi per la proprietà americana, proprio mentre il Milan deve mantenere aperto il dialogo con le istituzioni italiane e con il sistema finanziario internazionale.

Finché non arriverà un comunicato del club, la formula corretta resta quella dell’anticipazione. Se la nomina verrà confermata, sarà comunque un segnale chiaro: Cardinale avrà scelto di affidare una parte della rappresentanza del Milan a un ex portiere diventato giornalista finanziario, con un piede a New York, una storia nel calcio italiano e un rapporto professionale già costruito con la proprietà rossonera.