Il diciannovenne ivoriano si è commosso dopo aver segnato contro il Villarreal. Dietro quelle lacrime c’è la storia di Roxane, morta a 15 anni, che non aveva mai smesso di credere nel suo sogno di diventare un grande calciatore.
Ci sono voluti pochi istanti, dopo il suo primo gol con la maglia del Real Madrid contro il Villarreal, perché Yan Diomande si lasciasse sopraffare dall’emozione. Il diciannovenne ivoriano si è commosso durante i festeggiamenti, in una serata che per lui aveva un significato particolare. Per capire perché, bisogna tornare a quando Diomande era un bambino che giocava a calcio nelle strade di Abidjan, in Costa d’Avorio, e sua sorella Roxane era convinta che un giorno sarebbe diventato uno dei più forti calciatori del mondo.
Diomande aveva raccontato questa storia lo scorso giugno, in una lunga lettera pubblicata su The Players’ Tribune. L’aveva intitolata Dear Roxane, «Cara Roxane», rivolgendosi direttamente alla sorella, morta a 15 anni. Era il suo modo di raccontarle tutto quello che era successo da quando non c’era più e di rinnovare una promessa: avrebbe fatto conoscere il suo nome al mondo attraverso il calcio.
Da piccolo Diomande viveva in una casa ad Abidjan dove, secondo il suo racconto, dormivano fino a 25 persone. Non c’erano molti soldi e i suoi primi scarpini erano semplici sandali di plastica. Una volta qualcuno gli regalò una maglia contraffatta del Manchester United, sulla quale scrisse con un pennarello nero il nome e il numero del suo idolo, Cristiano Ronaldo. I ragazzi più grandi del quartiere lo chiamavano invece Roberto Carlos, perché tirava molto forte, ma lui avrebbe preferito essere paragonato all’attaccante portoghese.
Roxane era la sua prima tifosa. Quando gli altri ridevano dei suoi sogni, lei continuava a ripetere che sarebbe diventato un campione. Era convinta che potesse superare persino Cristiano Ronaldo. Quando guardavano Mbappé in televisione, gli diceva che suo fratello era più forte. Non era soltanto l’incoraggiamento di una sorella minore: Roxane parlava del futuro di Yan come se fosse qualcosa di già deciso.
La strada verso il professionismo, però, si è rivelata molto più complicata. A nove anni Diomande si è allontanato da casa per giocare nell’Inter Foot Sud Comoé, vicino al confine con il Ghana. A quindici si è trasferito negli Stati Uniti per frequentare il liceo e continuare a inseguire il calcio. Non conosceva bene l’inglese e per mesi ha faticato a comprendere quello che dicevano gli insegnanti. Un compagno francofono lo aiutava a seguire le lezioni, traducendogli le spiegazioni.
Arrivarono poi i provini con diverse società europee: Bournemouth, Chelsea, Rangers, Olympiacos e Crystal Palace. Durante uno di quegli allenamenti Eberechi Eze e Michael Olise, all’epoca giocatori del Palace, si sono complimentati con lui. Ma non è arrivato un contratto. Nemmeno le seconde squadre della MLS gli hanno offerto un’opportunità. Diomande ha raccontato di non aver mai capito fino in fondo le ragioni di tutti quei rifiuti. Quando il visto è scaduto, ha dovuto tornare in Africa.
E’ stato uno dei momenti più difficili. Il progetto di diventare calciatore sembrava essersi interrotto prima ancora di cominciare. Roxane, però, ha continuato a credere in lui. Poche settimane dopo è arrivata una proposta del Leganés, in Spagna. Il sogno ripartiva.
Il 29 marzo 2025 Diomande ha fatto il suo esordio nella Liga proprio contro il Real Madrid, al Santiago Bernabéu. Aveva diciotto anni e si è trovato davanti alcuni dei calciatori che fino a poco tempo prima guardava in televisione. Alla fine della partita è riuscito anche a scambiare la maglia con Mbappé. Era uno dei momenti più felici della sua giovane carriera.
Poche settimane dopo ha ricevuto una telefonata dalla Costa d’Avorio. Qualcuno aveva cercato ripetutamente di contattarlo, finché non aveva risposto. Gli hanno comunicato che Roxane era morta.
Secondo quanto ha raccontato lo stesso Diomandè qualcuno aveva messo una sostanza nel bicchiere della sorella durante una festa e lei non si era più svegliata. Aveva soltanto quindici anni. Il calciatore ha spiegato di non aver mai ottenuto risposte su quanto accaduto e di non sapere nemmeno se volesse conoscere tutta la verità.
La notizia lo ha lasciato sotto shock. Ha raccontato di non essere riuscito a piangere quando ha saputo della morte della sorella e di aver attraversato un periodo nel quale si sentiva emotivamente svuotato. Il calcio è diventato il modo per affrontare quella perdita e per continuare a sentirsi vicino a Roxane.
Nel frattempo la sua carriera andava avanti. Dopo il Leganés è arrivato il trasferimento al Lipsia, in Bundesliga, dove si è affermato come uno degli esterni offensivi più interessanti della sua generazione. Veloce, abile nel dribbling e capace di attaccare gli spazi, ha attirato l’attenzione dei principali club europei. Nella stagione 2025/26 ha segnato 13 gol e fornito 10 assist in Bundesliga. Ha partecipato anche ai Mondiali del 2026 con la Costa d’Avorio.
Alla vigilia del torneo mondiale ha deciso di scrivere una lettera aperta alla sorella. Ha ricordato i loro giochi, la casa affollata, i sogni di trasferirsi in Francia e vivere senza preoccupazioni economiche. Ha spiegato anche che il denaro, che da bambino sembrava così importante, aveva perso gran parte del suo significato. Quando giocava nel Leganés mandava a casa quello che guadagnava e viveva nel centro sportivo, in una stanza senza televisione. Voleva soprattutto dedicarsi al calcio e dimostrare che Roxane aveva avuto ragione.
Nella parte finale della lettera ha raccontato che il campo era diventato l’unico posto in cui si sentiva veramente a casa, dove riusciva a trovare tranquillità e a immaginare di parlare ancora con lei. Ha promesso che avrebbe continuato a giocare anche per mantenere vivo il suo ricordo. E ha concluso con parole che riassumevano ciò che lo spingeva ad andare avanti: «Ti dimostrerò che avevi ragione, o morirò provandoci».
Nell’agosto del 2026 è arrivato il Real Madrid. Il club spagnolo ha acquistato Diomande dal Lipsia per 125 milioni di euro più 15 di eventuali bonus, secondo le cifre riportate dal quotidiano AS. A diciannove anni, il ragazzo che aveva ricevuto una lunga serie di rifiuti nei provini è entrato a far parte di una delle squadre più importanti del mondo.
Durante la prima intervista concessa al canale ufficiale del Real Madrid, Diomande ha parlato anche di Roxane. Ha detto che sarebbe stata felice di vederlo lì, ma ha aggiunto che il traguardo che si erano posti insieme era ancora più grande. Giocare nel Real Madrid rappresentava un passo importante, non la conclusione del percorso.
E ha ricordato la coincidenza che aveva accompagnato la sua carriera: il debutto tra i professionisti era arrivato proprio contro il Real Madrid, nello stadio che ora sarebbe diventato il suo.
Il 10 ottobre 2026, contro il Villarreal, Diomande è partito titolare al Bernabéu. E quando ha segnato il suo primo gol con la maglia bianca, durante l’esultanza si è commosso. Facile immaginare che in quel momento stesse pensando proprio a Roxane: sappiamo che le aveva promesso di dedicarle ogni gol e di fare conoscere a tutti il suo nome.
Roxane non ha potuto vederlo arrivare al Real Madrid. Il fratello, però, continua a portare avanti il progetto che avevano immaginato insieme, quando lui giocava per strada con le sandali di plastica e lei diceva agli altri che sarebbe diventato uno dei migliori calciatori del mondo.
Yan Diomande ha diciannove anni, gioca nel Real Madrid e ha appena segnato il suo primo gol al Bernabéu. Sua sorella era stata la prima a credere che un giorno sarebbe successo.
