Alla vigilia di Roma-Genoa, il tecnico giallorosso giudica la squadra di De Rossi più organizzata del Real Madrid. Parole che arrivano due giorni dopo il botta e risposta con Mourinho sulla rimonta subita in Champions League.
Gian Piero Gasperini ha scelto un paragone piuttosto impegnativo per descrivere il Genoa di Daniele De Rossi. Nella conferenza stampa alla vigilia della partita di campionato contro i rossoblù, l’allenatore della Roma ha sostenuto che la squadra ligure, pur non disponendo dei campioni del Real Madrid, abbia un’organizzazione di gioco superiore a quella degli spagnoli.
«Affrontiamo una squadra che magari non ha i campioni che abbiamo incontrato l’altra sera, ma che sicuramente ha un’organizzazione superiore e una capacità di chiudere, coprire e occupare gli spazi».
Il riferimento è alla partita di Champions League di mercoledì 14 ottobre, quando la Roma ha perso 4-3 contro il Real Madrid di José Mourinho dopo essere stata in vantaggio per 3-1 fino all’83° minuto. Tre gol subiti sugli sviluppi di altrettanti calci d’angolo hanno ribaltato il risultato nel finale.
Il precedente con Mourinho
Il confronto tra le due squadre acquista un significato particolare per quello che era successo dopo Roma-Real Madrid.
Mourinho aveva attribuito la rimonta anche al calo degli avversari, sostenendo che i giocatori della Roma fossero ormai «morti» e non potessero mantenere per tutta la partita il ritmo del primo tempo.
Gasperini aveva respinto quella lettura, rivendicando la superiorità mostrata dalla sua squadra per gran parte dell’incontro: «Abbiamo surclassato il Real Madrid», aggiungendo che gli spagnoli non erano stati all’altezza della Roma sul piano del gioco.
Due giorni dopo, il tecnico giallorosso è tornato indirettamente sul confronto con il Real, questa volta parlando dell’organizzazione difensiva del Genoa.
Il complimento a De Rossi è esplicito. La critica a Mourinho, invece, è implicita: Gasperini non ha nominato l’allenatore portoghese, ma ha giudicato la squadra che allena meno organizzata di quella rossoblù. Il punto è che l’organizzazione di gioco a una squadra deve darla proprio l’allenatore. È un confronto che, alla luce delle dichiarazioni successive alla partita di Champions, può essere letto anche come un’ulteriore risposta al suo ex avversario.
La questione del calo fisico
Nella stessa conferenza stampa Gasperini ha affrontato un altro argomento che rimanda alle parole di Mourinho: le ragioni del crollo della Roma nel finale.
«È evidente che non è una questione di calo fisico, ma è una questione di forza. In quei momenti possiamo rimediare con l’organizzazione, che in occasione del 3-2 è saltata, e poi con una reazione forte».
Secondo Gasperini, quindi, il problema non è stato l’incapacità di sostenere il ritmo della partita, ma la perdita di organizzazione e lucidità dopo il primo gol della rimonta madridista. Una spiegazione diversa da quella proposta da Mourinho.
Il riferimento all’organizzazione superiore del Genoa si inserisce proprio in questo ragionamento. Gasperini riconosce a De Rossi la capacità di costruire una squadra compatta, capace di chiudere gli spazi anche senza disporre di grandi individualità.
