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Gasperini prima del Real Madrid: «Vogliamo capire quanto possiamo essere competitivi» (VIDEO)

Di Guglielmo Timpano

Il tecnico della Roma presenta la sfida di Champions League contro la squadra di Mourinho: «Non dobbiamo snaturarci». Sul ritorno dello Special One all’Olimpico: «Merita l’affetto dei tifosi, ma quando inizierà la partita ci sarà solo Roma-Real Madrid».

La Roma torna a giocare la Champions League davanti ai propri tifosi e mercoledì 14 ottobre, alle 21, ospiterà allo Stadio Olimpico il Real Madrid di José Mourinho. Una partita importante per la classifica della fase campionato, ma anche per misurare le ambizioni della squadra di Gian Piero Gasperini, reduce dalla trasferta di Como e da un inizio di stagione positivo.

Nella conferenza stampa della vigilia, a Trigoria, l’allenatore giallorosso ha riconosciuto il valore degli avversari, sottolineando però che il Real sta ancora cercando la propria identità dopo il cambio in panchina. Una situazione che potrebbe offrire qualche opportunità alla Roma, anche se Gasperini non considera i problemi di gioco dei madrileni una garanzia.

«Non lo so, lo vedremo domani. Per noi è un buon momento. Indubbiamente abbiamo voglia di misurarci con una squadra che è tra le migliori d’Europa, che ha grandissimi giocatori, anche se magari ha bisogno di un po’ di rodaggio perché ha cambiato allenatore e modo di giocare. Rimane comunque una squadra che ha battuto l’Inter in Champions. Resta una gara di grande prestigio, che vale anche per la classifica».

Per Gasperini, il confronto tra Roma e Real Madrid ha senso soprattutto sul campo. Le differenze di storia, disponibilità economiche e dimensione internazionale sono evidenti, ma non devono condizionare l’atteggiamento dei giallorossi.

«È un po’ difficile avere come metro di paragone il Real Madrid, per quello che rappresenta nel mondo: è la società più titolata, quella che ha più tifosi sul pianeta. Non è questo, quindi, il metro di paragone che dobbiamo prendere, ma quello che succede sul campo, sì. Dobbiamo misurarci con loro per quella che sarà la partita. Ultimamente abbiamo giocato con Inter e Como, che sono tra le migliori squadre in Italia, e adesso affrontiamo una delle squadre più forti d’Europa. Il nostro obiettivo è quello di misurarci con loro e capire quanto possiamo essere competitivi».

Il ritorno di Mourinho all’Olimpico

Uno dei temi principali della serata sarà il ritorno di José Mourinho a Roma. Il tecnico portoghese, oggi sulla panchina del Real Madrid, ritroverà lo stadio e i tifosi con i quali ha vissuto una parte importante della propria carriera. Gasperini non ha dubbi sull’accoglienza che merita il suo predecessore.

«È giusto che sia così, perché nei confronti di Mourinho c’è stato sicuramente un amore importante da parte dei tifosi e quindi merita tutto il riconoscimento che gli tributerà la gente. Sono cose che ognuno sente e che non si possono fermare. Sono anche convinto che, quando inizierà la partita, si lasceranno da parte tutti i sentimenti e la gente di Roma tiferà esclusivamente per la propria squadra».

Il confronto tra la Roma di Mourinho e quella attuale ha offerto all’allenatore l’occasione per tornare sul percorso di crescita del club e sul significato della qualificazione alla Champions League, considerata un risultato fondamentale per garantire alla società maggiori possibilità di investimento.

«Sono squadre diverse, ogni squadra ha le sue caratteristiche. Quella era una Roma in cui, all’inizio, c’era una nuova proprietà, con grandissima partecipazione, grandissimo entusiasmo e anche con un grande dispendio di risorse. Questa, però, è una squadra che sta crescendo ed è anche molto tosta, direi quasi molto convinta. C’è un ambiente fantastico all’interno del nostro gruppo ed è comunque una squadra che è stata capace di andare in Champions. Questo qualche volta viene dimenticato, si pensa magari che un trofeo sia più importante. Invece è più importante la Champions, perché dà al club risorse importanti per poter pensare di fare sempre di più e migliorarsi».

Alla domanda su quale caratteristica vorrebbe prendere da Mourinho, Gasperini ha risposto con una battuta sulla capacità del portoghese di ottenere grandi investimenti sul mercato.

«Per quanto riguarda José, parlano i suoi risultati e quello che ha fatto nella sua carriera: è uno degli allenatori più vincenti in assoluto. Se dovessi prendere qualcosa da lui, sceglierei la capacità e l’empatia che ha nel riuscire a farsi comprare giocatori straordinari, facendo spendere cifre notevoli ai propri club. In questo è fantastico».

Un concetto ripreso anche nell’intervista a Sky Sport, con un riferimento ironico a Diomande: «La più importante è farsi comprare Diomande a quelle cifre. Bravo, grande José. No, bravissimo per tutta la sua carriera per i risultati che ha fatto ovunque, però quella è una bella capacità».

Il Real Madrid e i suoi problemi di gioco

L’analisi dell’avversario si è concentrata soprattutto sulla difficoltà del Real Madrid di trovare compattezza, nonostante una rosa ricca di campioni. Gasperini ha individuato proprio nel rapporto tra qualità individuale e organizzazione collettiva uno dei problemi che Mourinho dovrà risolvere.

«Sta facendo risultati ma in Spagna non è apprezzata sul piano del gioco. Ha tanti giocatori fortissimi, non è facile farli giocare tutti insieme e a volte perdono compattezza. Hanno dei giocatori incredibili che possono cambiare le partite in qualunque momento».

Tra i nomi citati ci sono Mbappé, Vinicius, Diomande e Bellingham. La presenza di tanti giocatori offensivi di altissimo livello rende il Real particolarmente pericoloso, anche quando non riesce a controllare la partita attraverso il gioco.

«Quando in avanti hai Mbappé, Vinicius, Diomande e poi tutti gli altri, almeno sette-otto, Bellingham e così via, senza stare a elencarli tutti, hai dei giocatori straordinari, in grado, come ho detto prima, di risolvere la partita. Però magari pecca un po’ sul piano della compattezza di squadra e in questo momento è una squadra che deve ancora formarsi. La Champions gli sarà utile, anche perché è casa sua, per misurarsi con avversari che in questo momento sembrano più squadre rispetto al Real Madrid, ma che sicuramente non hanno tutto il suo talento».

Nonostante queste difficoltà, Gasperini non considera il Real un avversario da affrontare con un atteggiamento esclusivamente difensivo. La Roma proverà a mantenere le caratteristiche che le hanno permesso di conquistare il terzo posto nella scorsa stagione.

«Credo che il nostro atteggiamento ci abbia portato a giocare questo tipo di partite, ad arrivare terzi l’anno scorso e a conquistare finalmente la Champions. Credo che abbiamo delle caratteristiche che non vogliamo snaturare. È chiaro che conosciamo il valore del Real Madrid, ma non è la prima squadra di alto livello che incontriamo, ne abbiamo affrontate sicuramente altre. Sappiamo che il Real è una squadra che, proprio quando pensi di poterla mettere in difficoltà, magari ti fa gol. Le basta anche molto poco per creare situazioni pericolose. Questo, però, fa parte delle grandi squadre, che hanno grandi giocatori. Servirà un’attenzione in più, ma non credo che la Roma debba snaturare le proprie caratteristiche».

Le ambizioni europee della Roma

La partita contro il Real Madrid rappresenta anche un passaggio importante nel progetto tecnico avviato da Gasperini. L’allenatore ha richiamato l’esperienza vissuta con l’Atalanta, culminata nella vittoria dell’Europa League e in una presenza costante nelle competizioni europee.

L’obiettivo è costruire anche a Roma un percorso duraturo, senza però promettere risultati che, almeno per il momento, sarebbero difficili da raggiungere.

«Indubbiamente è il mio obiettivo, la mia speranza. Chiaramente ci vogliono tante componenti e noi siamo partiti l’anno scorso. È chiaro che l’Atalanta partiva da una posizione più bassa rispetto a quella in cui ho trovato la Roma e ha scalato molte posizioni. Non ha vinto la Champions, ma ha vinto l’Europa League. Negli ultimi sette anni ha disputato cinque Champions e, quando non l’ha giocata, è riuscita a vincere l’Europa League, che è una competizione molto complicata e difficile».

Gasperini ha poi allargato il discorso alle difficoltà del calcio italiano nelle coppe europee, ricordando come la crescita internazionale dei club richieda investimenti, continuità e risultati sul campo.

«Mi sembra che siano passati tantissimi anni dall’ultima Champions vinta dall’Inter, nel 2010, e prima che l’Atalanta vincesse l’Europa League credo che un’italiana non conquistasse quella competizione dagli anni ’90. Questo è il motivo per cui, in questo momento, non possiamo lanciare proclami: il nostro calcio non si può permettere di annunciare di voler vincere la Champions o le altre coppe europee. Abbiamo bisogno che ognuno faccia crescere per bene il proprio orticello. È quello che stiamo cercando di fare con la Roma, poi il percorso è ancora lungo».

Le condizioni di Koulierakis e Cristante, la fiducia in Malen

Sul piano della formazione, Gasperini dovrà valutare le condizioni dei giocatori dopo la partita di Como, disputata per quasi metà gara in inferiorità numerica. Le notizie migliori riguardano Koulierakis, tornato ad allenarsi con il gruppo, mentre per Cristante servirà ancora tempo.

«Koulierakis è rientrato ieri in gruppo e ha svolto un allenamento con quelli che non hanno giocato a Como. Per Cristante ci vuole ancora un po’ di tempo. Ieri abbiamo fatto un buon allenamento con chi non ha giocato a Como, mentre tutti gli altri che hanno partecipato alla partita svolgeranno il primo allenamento adesso, dopo la conferenza. Devo dire, però, che non ci sono acciacchi o difficoltà particolari. Bisogna soltanto valutare un po’ il recupero, perché è chiaro che la partita di Como è stata dispendiosa, anche perché abbiamo giocato quasi metà gara in dieci. In questo momento, però, abbiamo un buon morale per affrontare questo tipo di partite».

A Sky Sport, ricordando anche una precedente sfida tra Atalanta e Real Madrid giocata in dieci uomini, l’allenatore è tornato sull’importanza di affrontare la partita senza essere costretti a cambiare i propri piani per un’espulsione.

«Tra l’altro in porta c’era Gollini. Speriamo di giocare in 11. Sono due gare in cui abbiamo dovuto difenderci. Domani speriamo di poter fare un altro tipo di gara anche se incontriamo la squadra più blasonata, quindi l’attesa è importante».

In attacco, uno dei riferimenti principali sarà Donyell Malen, protagonista di un anno solare particolarmente prolifico. I 20 gol ricordati durante l’intervista rappresentano un rendimento superiore alle aspettative iniziali.

«Direi che i numeri di Malen non erano aspettati ma sono validi e meritati. Può continuare su questa striscia, anche domenica ha dimostrato di essere l’attaccante importante che cercavamo».

Nessuna apertura, invece, a possibili operazioni di mercato legate a Endrick. Alla domanda su un eventuale confronto con Mourinho per l’attaccante brasiliano, Gasperini ha escluso che il mercato di gennaio sia una priorità: «Non credo. Il mercato di gennaio ora non ci interessa. Abbiamo intrapreso un percorso di partite. Domani è un evento che manca da tanto tempo qui».

«Speriamo di abbracciarci felici a fine gara»

La conferenza si è conclusa tornando al significato della partita per la città e per il gruppo. Al di là del prestigio del Real Madrid e dell’attesa per Mourinho, Gasperini considera il ritorno di una grande serata europea all’Olimpico un risultato importante del lavoro compiuto dalla Roma.

Alla domanda se al termine dell’incontro abbraccerà Endrick, il tecnico ha preferito pensare ai propri calciatori.

«Spero di abbracciare i miei ragazzi. Anzi, ci abbracceremo lo stesso perché regaliamo una partita che manca da tempo a Roma. Speriamo di abbracciarci felici a fine gara».