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Gollini torna titolare dopo due anni e salva la Roma a Como

Di Guglielmo Timpano

Alla prima presenza in Serie A con i giallorossi, il sostituto dell’infortunato Svilar è stato tra i migliori nello 0-0 del Sinigaglia. Decisive le parate su Nico Paz e diverse uscite, in una partita complicata anche dall’espulsione di Malen.

Pierluigi Gollini non giocava una partita di Serie A da oltre due anni e non scendeva in campo con la Roma dallo scorso gennaio. Oggi, domenica 11 ottobre, contro il Como, è tornato titolare per sostituire Mile Svilar, infortunatosi durante un allenamento, e ha contribuito a mantenere la porta inviolata nello 0-0 del Sinigaglia. Un esordio in campionato tutt’altro che semplice, contro una delle squadre più competitive del campionato e con la Roma costretta a giocare in inferiorità numerica per quasi tutta la ripresa.

La prima parata importante è arrivata dopo appena sette minuti. Nico Paz si è inserito nell’area romanista e ha provato a superare Gollini con un pallonetto ravvicinato, ma il portiere è uscito rapidamente, chiudendogli lo spazio e respingendo il tentativo. Un intervento che ha impedito al Como di passare subito in vantaggio e ha dato una prima risposta ai dubbi sulle condizioni di un giocatore rimasto così a lungo senza disputare partite ufficiali.

Nel resto della gara Gollini ha dovuto soprattutto leggere in anticipo le azioni degli avversari. Nel primo tempo è uscito sui piedi di Caqueret, impedendogli di concludere da posizione favorevole, e ha ripetuto interventi simili in altre situazioni. Nel finale si è fatto trovare pronto anche su un sinistro dal limite di Nico Paz, non particolarmente angolato ma abbastanza insidioso da richiedere attenzione. Più che per una lunga serie di parate spettacolari, la sua prestazione si è distinta per la precisione delle uscite basse e per l’assenza di esitazioni nei momenti più delicati.

La difficoltà della partita è aumentata al 53esimo minuto, quando Donyell Malen è stato espulso per un intervento su Kaiki. Fino a quel momento la Roma aveva creato diverse opportunità per segnare, colpendo anche un palo con Lorenzo Pellegrini. Rimasta in dieci, la squadra giallorossa ha dovuto soprattutto difendersi. Il Como ha aumentato la pressione, sfiorando il vantaggio con Perrone e cercando ancora la conclusione con Paz e Rodriguez. Gollini ha continuato a intervenire quando necessario, aiutato da una difesa che è riuscita a contenere buona parte delle iniziative avversarie.

Per il portiere trentunenne era soltanto la seconda presenza ufficiale con la Roma, che lo aveva acquistato dal Genoa nel gennaio del 2025. La prima risaliva al 29 gennaio scorso, nell’1-1 contro il Panathinaikos in Europa League. Anche in quell’occasione i giallorossi erano rimasti in dieci, per l’espulsione di Gianluca Mancini dopo meno di un quarto d’ora. Gollini aveva subito il gol di Taborda nella ripresa, prima del pareggio di Ziolkowski. Da allora non era più stato utilizzato in partite ufficiali.

La sua occasione questa volta non sarà una sporadica apparizione, come in quel caso: l’infortunio di Svilar, come ha spiegato sabato Gian Piero Gasperini, comporterà un’assenza di almeno un mese, e lo staff medico sta ancora valutando l’eventuale applicazione di un rinforzo per stabilizzare la frattura. Una decisione che potrebbe allungare ulteriormente i tempi del rientro.

Gasperini conosce bene Gollini, avendolo allenato all’Atalanta negli anni in cui il portiere era riuscito a conquistare anche la convocazione in Nazionale. Alla vigilia della trasferta di Como il tecnico aveva ricordato proprio quell’esperienza per spiegare la propria fiducia nel sostituto di Svilar. «Si è sempre allenato bene in questi mesi e deve avere la fiducia di tutti», aveva detto l’allenatore, sottolineando che l’inattività recente non cancellava l’esperienza accumulata in carriera.

Dopo la partita, intervistato da DAZN, Gollini ha ammesso quanto sia stato difficile tornare a giocare dopo un’assenza così lunga. «Non giocare per così tanto tempo lo sente chiunque», ha spiegato, aggiungendo di aver affrontato la settimana con una concentrazione particolare. «La partita l’ho giocata questa settimana a livello di testa», ha raccontato, riferendosi al lavoro mentale necessario per preparare un appuntamento al quale non era più abituato.

Gollini ha raccontato anche il colloquio avuto con Svilar nei giorni precedenti alla trasferta. Il titolare gli ha detto di godersi l’occasione e divertirsi. Il portiere ha ricambiato augurandogli una pronta guarigione e ricordando il buon rapporto tra i due. Ha poi definito la prestazione di Como una ricompensa per il lavoro svolto durante i mesi trascorsi in panchina, quando le occasioni di giocare erano praticamente inesistenti.

Lo 0-0 del Sinigaglia rappresenta quindi una prima risposta all’emergenza che la Roma dovrà affrontare nelle prossime settimane. Mercoledì i giallorossi ospiteranno il Real Madrid in Champions League, prima di tornare in campionato contro il Genoa. La partita di Como non basta ancora per stabilire se Gollini potrà garantire nel tempo lo stesso rendimento di Svilar, ma ha mostrato che, anche dopo una lunga inattività, il secondo portiere della Roma può essere una soluzione affidabile. E per Gasperini, chiamato a fare a meno di uno dei suoi titolari più importanti, è già un’indicazione significativa.