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Indiscrezione scomoda dalla Premier: il Manchester City sarebbe stato ritenuto colpevole su 114 delle 115 accuse

Di Guglielmo Timpano

La decisione, ad oggi, non è ancora stata pubblicata ufficialmente e il club continua a negare ogni illecito e dovrebbe presentare ricorso

Il Manchester City sarebbe stato ritenuto colpevole su 114 dei 115 capi d’accusa contestati dalla Premier League nel procedimento sulle sue finanze. La notizia è stata anticipata oggi, venerdì 25 settembre, da diversi media britannici e ripresa da Reuters, ma per il momento non esiste ancora una decisione pubblicata ufficialmente dalla Premier League o dalla commissione indipendente che ha esaminato il caso. Le eventuali sanzioni, inoltre, non sarebbero ancora state stabilite.

È una distinzione importante, perché il procedimento non può ancora essere considerato concluso. Le regole della Premier League prevedono che la decisione finale della commissione venga pubblicata sul sito della lega, mentre sia il procedimento sia le eventuali fasi successive rimangono riservati fino a quel momento. La stessa Premier League oggi ha rifiutato di commentare le indiscrezioni, spiegando che si tratta di un procedimento confidenziale.

Il Manchester City non ha smentito direttamente quanto riportato dalla stampa, ma ha fatto sapere che «il procedimento della Premier League rimane in corso», con diversi passaggi ancora da completare e sottoposti a obblighi di riservatezza. Il club ha inoltre ribadito la posizione mantenuta dall’inizio della vicenda: respinge le accuse e sostiene di avere rispettato il processo confidando nell’indipendenza e nell’imparzialità degli organi della Premier League. Secondo Reuters, il City dovrebbe presentare ricorso contro la decisione.

Le accuse risalgono al febbraio del 2023, quando la Premier League deferì il City a una commissione indipendente dopo un’indagine iniziata nel 2018. I 115 capi riguardano cinque gruppi diversi: 54 contestazioni sulla correttezza delle informazioni finanziarie fornite tra il 2009/10 e il 2017/18; 14 sulla comunicazione dei compensi versati ad allenatori e giocatori; cinque sul rispetto delle regole UEFA, compreso il Financial Fair Play; sette sulle regole di redditività e sostenibilità della Premier League; e 35 sulla presunta mancata collaborazione con l’indagine tra il dicembre del 2018 e il febbraio del 2023. Quindi non tutte le 115 accuse riguardano direttamente la falsificazione o l’alterazione dei conti.

Il punto centrale delle accuse più gravi riguarda i bilanci del club nelle stagioni comprese tra il 2009/10 e il 2017/18. Secondo la Premier League, il City non avrebbe fornito informazioni finanziarie accurate e capaci di rappresentare correttamente la propria situazione economica, soprattutto per quanto riguarda ricavi da sponsorizzazioni, rapporti con parti correlate e costi operativi. Altre contestazioni riguardano la comunicazione completa dei compensi di allenatori e calciatori e il rispetto delle norme finanziarie UEFA e della stessa Premier League. Il City ha sempre negato queste ricostruzioni.

L’udienza davanti alla commissione indipendente era cominciata il 16 settembre del 2024 e si era conclusa il 6 dicembre, dopo quasi tre mesi. Da allora non era stata resa pubblica alcuna decisione. È anche per questo che il caso è diventato anomalo per durata e dimensioni: sono passati più di otto anni dall’inizio delle verifiche della Premier League e oltre tre anni dalla formalizzazione delle accuse.

Adesso la questione più importante riguarda le sanzioni, sulle quali però non ci sono ancora informazioni certe. Le commissioni indipendenti della Premier League possono imporre multe, sottrazioni di punti e altre sanzioni sportive; nel caso delle contestazioni più gravi, negli ultimi anni è stata discussa anche la possibilità di una penalizzazione tanto consistente da provocare una retrocessione o di un’espulsione dal campionato. Al momento, però, non è possibile sapere quale misura verrà applicata al City, né eventualmente quando.

Il precedente più citato è quello del 2020, ma riguarda un procedimento diverso. All’epoca la UEFA aveva escluso il Manchester City dalle competizioni europee per due stagioni sostenendo che il club avesse mascherato finanziamenti della proprietà come ricavi da sponsorizzazioni. Il Tribunale Arbitrale dello Sport annullò l’esclusione: alcune contestazioni erano prescritte e altre non furono ritenute sufficientemente provate. Il City venne però giudicato responsabile di non aver collaborato adeguatamente con gli investigatori UEFA e fu multato per 10 milioni di euro.

Il procedimento della Premier League è più ampio e riguarda regole e periodi in parte diversi. Per questo il caso del 2020 non permette di anticipare quello che succederà questa volta. Se quanto riportato venerdì sarà confermato dalla pubblicazione della decisione, il passaggio successivo sarà capire non solo quali accuse sono state effettivamente accolte, ma soprattutto quali fatti la commissione considera provati e quale sanzione ritiene proporzionata.

Le conseguenze potrebbero riguardare anche la stagione in corso. Il Manchester City, oggi allenato da Enzo Maresca, ha iniziato la Premier League 2026/27 vincendo le prime cinque partite ed è al primo posto.