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Juventus, altri 66 milioni di perdite: nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni

Di Guglielmo Timpano

Juventus, altri 66 milioni di perdite: nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni

Il club chiude in rosso per il nono esercizio consecutivo. Exor verserà subito 60 milioni e sosterrà l’operazione. Anche il 2026/27 dovrebbe finire in perdita, soprattutto per l’assenza dalla Champions League.

La Juventus ha chiuso il bilancio 2025/26 con una perdita consolidata di 66 milioni di euro, contro i 58,1 milioni dell’esercizio precedente. Il Consiglio di amministrazione ha approvato i conti il 29 settembre e proporrà agli azionisti una nuova operazione di rafforzamento patrimoniale: una delega per aumentare il capitale, in una o più tranche, fino a un massimo di 250 milioni di euro.

I 250 milioni, quindi, non sono già nelle casse della Juventus e non rappresentano un nuovo budget da spendere sul mercato. Sono il limite massimo dell’aumento di capitale che il CdA potrà realizzare, in tutto o in parte, dopo il passaggio in assemblea. La società prevede di esercitare la delega entro la fine del 2026, se le condizioni di mercato saranno favorevoli.

Una parte dei soldi arriverà però subito. Exor, azionista di maggioranza con il 65,4% del capitale, ha comunicato che verserà 60 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale. Ha inoltre confermato che sottoscriverà la propria quota nell’operazione e si è detta disponibile a coprire l’eventuale parte non sottoscritta dagli altri azionisti.

Il sostegno della proprietà resta quindi un elemento importante nella struttura finanziaria del club. Se l’aumento venisse realizzato per l’intero importo, sarebbe il quinto dal 2019 e porterebbe a oltre 1,2 miliardi di euro il valore complessivo delle operazioni di ricapitalizzazione avviate dalla Juventus in questo periodo.

I conti spiegano perché il club abbia deciso di intervenire di nuovo. Nell’ultima stagione i ricavi e proventi sono scesi da 529,6 a 474,7 milioni, il 10,4% in meno. Hanno pesato soprattutto i minori proventi dalle operazioni sui calciatori e la diminuzione degli introiti televisivi e media, che nell’esercizio precedente comprendevano anche circa 27 milioni legati al Mondiale per Club. I costi operativi sono diminuiti di circa 42 milioni, ma non abbastanza da riportare il bilancio in equilibrio.

È aumentato anche l’indebitamento finanziario netto, passato dai 280,2 milioni del giugno 2025 a 331,1 milioni un anno dopo. Tra le principali uscite ci sono stati 102,4 milioni netti legati alle campagne trasferimenti e gli investimenti effettuati dal club.

Il riequilibrio non arriverà nemmeno nell’esercizio in corso. La Juventus prevede infatti un risultato ancora negativo nel 2026/27, soprattutto per la mancata partecipazione alla Champions League. Le stime indicano poi un miglioramento nei due esercizi successivi, che dipenderà anche dal ritorno a risultati sportivi capaci di garantire nuovamente i ricavi delle competizioni europee.

L’aumento di capitale servirà dunque a più cose: rafforzare il patrimonio, finanziare la competitività sportiva, sostenere possibili interventi sull’Allianz Stadium e accompagnare il club verso un equilibrio economico che continua a essere rimandato. Nel frattempo, per coprire il passaggio tra un altro bilancio in perdita e quello successivo, la Juventus continua ad avere alle spalle Exor.