Il trauma alla mano destra è arrivato nel primo tempo contro l’Atalanta. Nella ripresa l’attaccante francese ha evitato l’1-1 sul colpo di testa di Kristensen, prima dell’operazione al J|medical: la Juventus lo ha dichiarato regolarmente a disposizione.
Per capire la partita di Randal Kolo Muani contro l’Atalanta bisogna partire dal giorno dopo.
Ieri, 21 settembre, la Juventus ha comunicato che l’attaccante aveva riportato, nel primo tempo della gara, una frattura della falange prossimale del quinto dito della mano destra. Gli esami eseguiti dopo la partita hanno reso necessario un intervento di osteosintesi, svolto al J|medical dal dottor Loris Pegoli e riuscito senza complicazioni. Il club ha aggiunto una formula molto chiara: Kolo Muani «sarà regolarmente a disposizione».
Quel bollettino cambia la lettura di un episodio che, durante Juventus-Atalanta, sembrava soltanto un gesto difensivo inatteso. Al 62’, con la Juventus avanti 1-0, Thomas Kristensen ha colpito di testa su un angolo di Lazar Samardžić. Il pallone aveva superato Michele Vicario, ma Kolo Muani si è posizionato sulla linea e lo ha respinto di testa. La cronaca ufficiale della Juventus e quella dell’Atalanta confermano la dinamica.
Pochi minuti dopo, al 77’, Bremer ha segnato il 2-0. La sequenza dice perché il salvataggio ha pesato più di una semplice buona giocata: se Kristensen avesse pareggiato, la partita avrebbe avuto un’altra inerzia. Kolo Muani ha giocato fino all’89’, quando Spalletti lo ha sostituito. Il trauma arrivato nel primo tempo era quindi già parte della sua partita, anche se la diagnosi sarebbe arrivata soltanto dopo gli accertamenti.
Il dato medico non serve a trasformare una prestazione in un racconto di eroismo. Serve a spiegare perché quella chiusura sia diventata la storia della gara. Kolo Muani è un centravanti e non ha segnato; la sua giocata più importante è arrivata nello spazio normalmente assegnato al portiere. La Lega Serie A ha osservato che, per il peso avuto sul risultato, l’intervento va considerato come un gol.
Spalletti ha letto la prestazione nello stesso modo, ma senza ridurre Kolo Muani a quell’unico episodio. Nel dopopartita ha detto che il francese ha «fatto veramente una grande partita» e che in zona gol è stato sfortunato. Ha aggiunto di essere convinto che potrà mostrare in Serie A il tipo di centravanti che è, grazie a una facilità di corsa «dalla quale è difficile difendersi».
È un punto utile per leggere la Juventus di Spalletti. La disponibilità chiesta all’attaccante non coincide soltanto con i gol: Kolo Muani deve attaccare la profondità, dare una soluzione di corsa alla squadra e partecipare alle fasi in cui la squadra è costretta a difendere. Contro l’Atalanta ha fatto tutte e tre le cose. Non è una nuova identità del giocatore né la prova definitiva che il problema del gol sia risolto: è una partita riuscita dentro un avvio di stagione ancora breve.
L’operazione non cambia, per ora, la sua condizione agonistica. La Juventus non ha pubblicato una prognosi né indicato particolari limitazioni di lavoro, ma ha comunicato che il giocatore resta disponibile. È il confine più corretto della notizia: l’intervento è avvenuto, è riuscito e non dovrebbe costringerlo a fermarsi; il resto dipenderà dalla gestione quotidiana della mano nelle prossime settimane.
Il paradosso è semplice. Kolo Muani ha giocato da attaccante una partita nella quale non ha segnato, ma l’ha spostata da difensore. Il giorno dopo è entrato in sala operatoria. La Juventus, invece, porta nella sosta una vittoria che deve anche a lui.
