Mourinho e il foglio delle due espulsioni mancate: dopo il derby il Real accusa arbitro, VAR e Liga (VIDEO)
Di Guglielmo Timpano
Dopo il 2-1 dell’Atlético al Metropolitano, il tecnico del Real Madrid porta in conferenza le immagini dei falli su Valverde e Bellingham. Poi attacca designazione, VAR e Comitato arbitrale, ma difende la prestazione dei suoi. Simeone replica: «C’è una linea che non va superata».
José Mourinho è entrato in sala stampa con un foglio in mano. Non era un appunto, né una statistica: su quella pagina c’erano le due azioni che, per il tecnico del Real Madrid, hanno cambiato il derby perso 2-1 contro l’Atlético. L’intervento di Kang-in Lee su Federico Valverde e quello di Cristian Romero su Jude Bellingham, entrambi nel primo tempo e sullo 0-0.
«Potremmo risparmiarci la conferenza stampa: la storia della partita è qui», ha detto mostrando le immagini ai giornalisti. La tesi è stata ripetuta più volte, senza cambiare bersaglio: «Sono due espulsioni chiare. Se abbiamo avuto queste difficoltà undici contro dieci, si può immaginare cosa sarebbe stato giocare cinquanta minuti undici contro nove».
Uno dei due episodi incriminati
Mourinho ha insistito su un punto: a suo giudizio, fino all’intervallo il Real aveva avuto la partita dalla sua parte. «I miei giocatori hanno dato tutto. Nel primo tempo hanno mostrato qualità e personalità. La gara si poteva vincere nel secondo», ha spiegato. E alla fine della conferenza è tornato lì: «Mi è piaciuta la squadra. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi. Mi è piaciuto il loro orgoglio, la loro determinazione».
Il resto dell’intervento è stato un attacco molto diretto alla designazione di Miguel Ángel Ortiz Arias e al VAR Trujillo Suárez. Mourinho ha definito «strano» che il nome dell’arbitro fosse conosciuto una settimana prima del derby, quando, a suo dire, normalmente viene comunicato molto più tardi. Poi ha contestato il profilo scelto: «Un arbitro di 41 anni che non è internazionale non lo sarà perché è un grande arbitro. È venuto qui e non ha retto la pressione».
La parte più pesante è arrivata parlando del VAR. Mourinho ha ricordato alcuni precedenti che, secondo lui, hanno penalizzato il Real Madrid e ha aggiunto: «Il VAR ha chiamato l’arbitro sulla prima azione e penso che non l’abbia fatto sulla seconda, che era ancora più grave». Da qui la frase, pronunciata con l’ironia che gli è abituale quando vuole alzare il livello dello scontro: «O a Las Rozas non c’è pressione, oppure c’è e noi non lo sappiamo».
Sul rosso mostrato a Dean Huijsen nel secondo tempo, invece, Mourinho non ha forzato il giudizio. «Non l’ho ancora rivisto», ha detto. Ha riferito di aver sentito nello spogliatoio che il fallo potesse iniziare fuori area, distinguendo comunque quell’episodio da ciò che, per lui, avrebbe dovuto accadere prima: «Quello è il secondo tempo. Nel primo parliamo di un derby undici contro nove».
La conferenza ha poi allargato il campo oltre il Metropolitano. Mourinho ha citato altri episodi delle ultime giornate e ha messo in discussione l’idea di essere tornato in un campionato diverso da quello lasciato nel 2013: «Pensavo di trovare una Liga differente. Mi hanno detto di no e mi hanno spiegato perché». Quando gli è stato chiesto se stesse parlando di un sistema preparato per favorire qualcuno, ha scelto una formula più prudente, ma non meno allusiva: «Non voglio pensare che sia tutto preparato. Voglio pensare che il Comitato abbia sbagliato».
Anche sul caso Negreira Mourinho ha scelto il sarcasmo. Alla domanda se la Liga fosse ancora condizionata da quella vicenda, ha risposto chiedendo se Negreira fosse ancora presente: «Se non c’è più, allora non è macchiata da Negreira».
Diego Simeone ha provato a riportare il dopo-partita sulla vittoria dell’Atlético. «Abbiamo giocato meglio e abbiamo vinto, parliamo di questo», ha detto, prima di mettere un limite alle parole dell’avversario: «Noi allenatori abbiamo grande esposizione e dobbiamo fare attenzione a ciò che diciamo. Ci vuole rispetto per gli altri, per gli arbitri e per i colleghi. Che ti chiami Mourinho, Simeone, Flick o Pellegrini non importa: c’è una linea che non va superata».
Il foglio, però, è rimasto al centro della serata più del risultato. Mourinho lo ha lasciato sul tavolo della sala stampa, quasi a prolungare la discussione oltre le domande. Era un gesto calcolato, ma anche il modo più semplice per riassumere il suo derby: il Real ha perso 2-1, lui ha scelto di discutere due fermo immagine.