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Roberto Carlos ha raccontato di aver perso quasi tutto ciò che aveva guadagnato nel calcio

Di Guglielmo Timpano

Roberto Carlos ha raccontato di aver perso quasi tutto ciò che aveva guadagnato nel calcio

Al Portugal Football Summit l’ex terzino brasiliano ha attribuito la perdita a problemi con un agente e a vicende familiari. Non ha indicato cifre, nomi o date: il suo racconto riguarda soprattutto il rischio di affidare ad altri il controllo del proprio denaro.

Roberto Carlos ha detto di avere perso il 99 per cento di quanto aveva guadagnato da calciatore. Lo ha raccontato il 24 settembre al Portugal Football Summit, durante un incontro dedicato alla costruzione dell’immagine e alla vita professionale dopo il ritiro. Non ha quantificato la perdita, né ha spiegato quando sia avvenuta. Ha indicato due cause: un grave problema con un suo ex agente e una vicenda familiare altrettanto seria.

Nel suo racconto, il passaggio dalla normalità alla crisi è stato molto rapido. Una sera è andato a dormire e il giorno successivo si è ritrovato davanti alcuni documenti dei quali ignorava l’esistenza e si reso conto che una parte decisiva del patrimonio non era più sotto il suo controllo. Ha dichiarato che alcune persone gli avevano lasciato il conto «a zero» e che, in quel momento, aveva perso quasi tutta la storia economica costruita nel calcio. (UOL)

È una testimonianza, non un rendiconto. Le fonti che hanno riportato l’intervento non contengono estratti conto dettagliati, atti giudiziari o una ricostruzione delle operazioni contestate. Non sono stati fatti i nomi delle persone coinvolte e il 99 per cento è la stima formulata dallo stesso Roberto Carlos. Non è quindi possibile trasformarla in una cifra in euro, né usarla per sostenere che oggi sia in bancarotta.

Lo ha chiarito indirettamente lui stesso. Dopo quella crisi, ha detto di essere riuscito a riorganizzare la propria vita finanziaria e familiare con l’aiuto di Paul Brighten, suo partner nella società Entourage Sport & Entertainment. Oggi lavora come ambasciatore del Real Madrid e continua a collaborare con aziende e organizzazioni sportive. Il punto del suo intervento non è stato raccontare una rovina ancora in corso, ma spiegare che la preparazione professionale non basta se manca il controllo sui propri interessi. (Portugal Football Summit, UOL)

Roberto Carlos aveva provato a preparare il dopo-carriera. Prima di smettere aveva ottenuto una licenza da direttore sportivo e aveva cominciato a lavorare con diversi marchi. Aveva anche valutato di allenare, partendo da una squadra più piccola. Secondo quanto ha raccontato a Oeiras, i problemi con l’agente e in famiglia hanno però finito per condizionare quelle possibilità. (Gazeta Esportiva)

La dimensione internazionale della sua carriera rende il caso più evidente. Roberto Carlos ha giocato nel Real Madrid dal 1996 al 2007, disputando 527 partite ufficiali e vincendo tre Coppe dei Campioni. Con il Brasile è stato campione del mondo nel 2002. Prima di Madrid aveva trascorso una stagione all’Inter; dopo aveva lasciato l’Europa occidentale per il Fenerbahçe, passando infine da Corinthians e Anži. (Real Madrid)

In carriera ha guadagnato tantissimo, ma guadagnare molto non coincide con saper conservare il patrimonio. Le entrate di un calciatore sono concentrate in pochi anni, iniziano spesso quando il giocatore è molto giovane e possono interrompersi per un infortunio o per la mancata firma di un nuovo contratto. Nel periodo di attività agonistica il denaro viene gestito insieme ad agenti, consulenti, società, familiari e partner commerciali. Il rischio non nasce soltanto da un investimento sbagliato: può derivare dal non sapere chi abbia accesso ai conti, quali deleghe siano state firmate e quali obblighi siano stati assunti.

Per questo le associazioni dei calciatori hanno cominciato a trattare la preparazione finanziaria come una parte della carriera. Nel 2018 una ricerca commissionata dalle associazioni britanniche di calciatori, rugbisti e giocatori di cricket ha raccolto le risposte di 800 ex professionisti: il 52 per cento ha ammesso di avere avuto difficoltà economiche nei cinque anni successivi al ritiro e il 78 per cento avrebbe voluto ricevere più consulenza finanziaria mentre giocava. Il campione comprendeva sport diversi e non può essere usato per descrivere automaticamente tutti i calciatori, ma indica quanto la transizione sia un problema strutturale. (PFA)

La stessa PFA inglese ha poi creato strumenti per aiutare calciatori ed ex calciatori a tenere sotto controllo bilancio personale, risparmio, debiti e pensione. L’obiettivo non è suggerire un investimento, ma costringere il giocatore a conoscere la propria situazione e a rivederla nel tempo. (PFA)

È anche il senso più concreto dell’avvertimento di Roberto Carlos ai giovani. Non basta scegliere un consulente considerato affidabile e consegnargli la gestione: servono accesso diretto ai conti, documenti conservati, deleghe limitate e controlli indipendenti. La sua storia non dimostra che agenti o familiari siano un problema in sé. Mostra cosa può accadere quando una persona, anche molto ricca e abituata a lavorare ai massimi livelli, scopre troppo tardi di non conoscere più ogni decisione presa a suo nome.