Se i due club si qualificassero alla stessa competizione europea, il gruppo americano dovrebbe modificare la struttura proprietaria o gestionale. Secondo la stampa, la Roma sarebbe la società da preservare, ma non esiste alcuna decisione ufficiale di vendere l’Everton.
La proprietà della Roma e dell’Everton potrebbe trovarsi davanti a una scelta obbligata. Il Friedkin Group controlla entrambi i club e, se in futuro dovessero qualificarsi alla stessa competizione europea, la UEFA non permetterebbe loro di partecipare insieme sotto la stessa influenza decisiva.
Il tema è tornato d’attualità dopo un intervento della UEFA sui vertici del gruppo e della Roma. Secondo The Times, l’organismo europeo avrebbe respinto la soluzione strutturale studiata inizialmente dai Friedkin per gestire il problema. Il gruppo sarebbe quindi orientato a modificare l’attuale assetto per rispettare le regole sulla multiproprietà.
La stessa ricostruzione è stata ripresa da Calcio e Finanza, secondo cui tra le possibilità ci sono un blind trust per uno dei due club, l’ingresso di nuovi investitori nell’Everton o una futura riduzione della partecipazione della famiglia americana nella società inglese.
Cosa impongono le regole UEFA
Il principio è legato all’integrità delle competizioni. Due società riconducibili allo stesso proprietario o sottoposte alla stessa influenza decisiva non possono disputare contemporaneamente la medesima coppa europea. Il rischio, per la UEFA, è che una proprietà comune possa incidere sulle scelte sportive, sulla circolazione delle informazioni o sui rapporti tra i due club.
Il problema si era già presentato nella stagione precedente, quando Roma ed Everton erano state per un periodo entrambe in corsa per un posto in Europa League. La situazione si era risolta senza un intervento diretto: la Roma aveva conquistato la qualificazione in Champions League, mentre l’Everton aveva chiuso il campionato inglese al tredicesimo posto, fuori dalle coppe.
Se lo scenario dovesse ripetersi, la società classificata più in basso tra le due potrebbe essere spostata nella competizione europea di livello inferiore. Non si tratterebbe quindi soltanto di una questione societaria: cambierebbero il torneo disputato, i ricavi garantiti dalla UEFA e il valore sportivo dell’intera stagione.
Il blind trust e le altre soluzioni
Il blind trust è una delle strade già utilizzate in casi simili. In concreto, il club viene affidato temporaneamente a soggetti indipendenti, che ne gestiscono le attività senza ricevere indicazioni quotidiane dal proprietario. La separazione dovrebbe riguardare anche dati, risorse e competenze condivise con le altre società della stessa galassia.
Per i Friedkin significherebbe rinunciare, almeno in parte, alla gestione diretta di Roma o Everton. Il gruppo ha infatti creato Pursuit Sports, una struttura pensata per coordinare le attività sportive delle proprie società, che comprendono anche il Cannes. Un club affidato a un trust indipendente non potrebbe utilizzare liberamente quel sistema comune di informazioni e competenze.
L’alternativa sarebbe intervenire sulla proprietà dell’Everton. L’ingresso di nuovi investitori potrebbe ridurre il peso del Friedkin Group, mentre una cessione più ampia risolverebbe il problema alla radice. Per ora, però, si tratta di ipotesi: non è stato annunciato né un accordo con nuovi soci né un processo formale per vendere il club.
Perché la Roma sembra il club da preservare
La preferenza per la Roma nasce soprattutto dalla storia dell’investimento. I Friedkin hanno acquistato il club italiano nel 2020 e sono entrati nell’Everton soltanto nel dicembre 2024. Il rapporto con la società giallorossa è quindi più lungo e più strutturato, mentre il progetto inglese è ancora nella fase di consolidamento dopo il passaggio di proprietà.
Secondo la ricostruzione del Times, se la scelta dovesse ricadere sul blind trust, il candidato più probabile sarebbe proprio l’Everton. Non perché la UEFA abbia indicato la Roma come club privilegiato, ma perché il gruppo americano sembra considerarla l’investimento principale della propria strategia calcistica.
La questione arriva inoltre mentre la Roma è al vertice della Serie A, a pari punti con l’Inter dopo quattro giornate, come ha riportato Reuters. I risultati sul campo rendono ancora più evidente il peso della società italiana dentro il progetto dei Friedkin.
È una conseguenza concreta della multiproprietà: quando due squadre della stessa proprietà crescono abbastanza da puntare alla stessa competizione, il successo sportivo di una può diventare un problema per l’altra. Nel caso dei Friedkin, Roma ed Everton non sono una grande società accompagnata da una realtà minore. Sono due club storici, con tifoserie ampie e ambizioni europee.
Una situazione ancora aperta
Al momento non c’è una decisione ufficiale sulla vendita dell’Everton e non è stato comunicato quale club potrebbe essere affidato a un blind trust. Le fonti parlano di scenari allo studio e di una volontà di adeguarsi alle norme UEFA, non di un passaggio di proprietà già definito.
La novità, quindi, è soprattutto regolamentare: la soluzione iniziale dei Friedkin non avrebbe convinto la UEFA e il gruppo deve ora scegliere come separare, almeno formalmente, due investimenti che finora sono stati gestiti all’interno della stessa galassia. La Roma sembra avere la priorità. Ma finché non arriverà un annuncio, resta una valutazione riportata dalla stampa, non una decisione già presa.
Fonti: The Times · Calcio e Finanza · Reuters
