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Roma-Real Madrid, una rimonta mai vista in trasferta in Champions League

Di Guglielmo Timpano

Dal 3-1 all’82° al 3-4 finale: il Real Madrid è la prima squadra a vincere in trasferta una partita di Champions dopo essere stata sotto di due gol così tardi.

Ci sono sconfitte che si spiegano con una superiorità evidente degli avversari e altre che diventano difficili da comprendere guardando soltanto il risultato. Quella della Roma contro il Real Madrid, mercoledì 14 ottobre all’Olimpico, appartiene alla seconda categoria. All’82° minuto la squadra di Gian Piero Gasperini conduceva 3-1. Otto minuti più tardi era sotto 3-4.

Il Real Madrid di José Mourinho ha segnato tre gol nel finale, trasformando una partita che sembrava persa in una vittoria. Non è soltanto una rimonta particolarmente rapida: secondo i dati Opta, è la prima volta nella storia della Coppa dei Campioni e della Champions League che una squadra in trasferta riesce a vincere nei tempi regolamentari dopo essere stata sotto di almeno due gol così tardi nell’incontro.

Per capire quanto sia insolito quello che è successo a Roma bisogna guardare alla storia della competizione. E soprattutto distinguere le grandi rimonte europee da quelle completate negli ultimissimi minuti.

Otto minuti che hanno cambiato la partita

La Roma aveva costruito il suo vantaggio soprattutto grazie a Donyell Malen, autore di una doppietta nel secondo tempo. Il 3-1, arrivato al 57°, sembrava aver indirizzato la partita. Anche quando il Real Madrid ha provato ad aumentare la pressione, la squadra giallorossa è riuscita a conservare due reti di margine fino all’82°.

Poi la sequenza che ha cambiato tutto.

All’83° Carlos Espí ha segnato il 3-2, ribadendo in rete una respinta di Gollini dopo un colpo di testa di Endrick. Poco dopo è stato lo stesso Endrick a trovare il pareggio, ancora di testa. Infine Antonio Rüdiger, ex difensore della Roma, ha completato la rimonta con una conclusione acrobatica sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo.

Tre reti nate da tre situazioni di calcio piazzato, tutte con Arda Güler coinvolto nella battuta. La Roma non è riuscita a difendere il vantaggio, ma nemmeno a fermare la successione di occasioni che il Real ha costruito negli ultimi minuti.

Il dato statistico aiuta a misurare quello che è successo. Secondo Opta Analyst, il Real Madrid è la squadra che ha vinto più partite nella storia della Coppa dei Campioni e della Champions League dopo essere stata sotto di almeno due gol: cinque, compresa quella dell’Olimpico.

Ma il record più significativo è un altro. Nessuna squadra in trasferta era mai riuscita a vincere, senza ricorrere ai supplementari, dopo essere stata sotto di almeno due reti all’82° minuto. Il primato riguarda quindi non soltanto l’entità della rimonta, ma soprattutto il momento in cui è cominciata.

Il precedente del PSV: da 0-2 a 3-2 negli ultimi otto minuti

Per trovare una rimonta con caratteristiche davvero simili bisogna tornare al 27 novembre 2024. Quel giorno il PSV Eindhoven ospitava lo Shakhtar Donetsk nella quinta giornata della fase campionato di Champions League.

Gli ucraini erano passati in vantaggio all’8° con Danylo Sikan e avevano raddoppiato al 37° con Oleksandr Zubkov. All’intervallo conducevano 2-0 e, nonostante l’espulsione di Pedro Henrique al 69°, erano riusciti a mantenere lo stesso risultato fino all’86°.

All’87° Malik Tillman ha accorciato le distanze con una punizione. Al 90° lo stesso centrocampista americano ha segnato il 2-2 con un tiro dalla distanza. Quando il pareggio sembrava ormai il risultato definitivo, Ricardo Pepi ha trovato il gol del 3-2 al 95°.

Tre reti negli ultimi minuti, dopo essere stati sotto di due gol fino all’86°. Una dinamica molto simile a quella del Real Madrid contro la Roma, con una differenza sostanziale: il PSV giocava in casa, davanti al proprio pubblico, e giocava con l’uomo in più.

All’epoca, come riportato dalla BBC, il PSV era diventato la prima squadra a vincere una partita di Champions League dopo essere stata sotto di due gol all’86°. Il dato riguarda il momento estremamente avanzato dello svantaggio, non tutte le rimonte iniziate dopo l’80°.

Il precedente olandese dimostra quindi che la situazione vissuta dalla Roma non è del tutto inedita nella storia recente della competizione. Ma conferma anche quanto sia difficile completare una rimonta di tre reti quando mancano pochissimi minuti alla fine.

Due rimonte a confronto

PSV–Shakhtar 2024Roma–Real Madrid 2026
Squadra protagonistaPSVReal Madrid
In casa o in trasfertaCasaTrasferta
Risultato all’80°0-23-1
Primo gol della rimonta87′ Tillman83′ Espí
Pareggio90′ Tillman85′ Endrick
Gol della vittoria90’+5′ Pepi90′ Rüdiger
Risultato finale3-23-4

Fonti: UEFA, PSV Eindhoven, Real Madrid e Opta Analyst.

Perché le grandi rimonte del passato sono diverse

La Champions League ha conosciuto ribaltamenti ancora più clamorosi per numero di gol recuperati o per importanza della partita. Ma non tutti possono essere confrontati con quello dell’Olimpico.

Il caso più famoso per il calcio italiano resta la finale del 2005 tra Milan e Liverpool. I rossoneri conducevano 3-0 all’intervallo, ma subirono tre gol tra il 54° e il 60°. Il Liverpool vinse poi ai rigori. Fu una rimonta da tre reti, ma completata con mezz’ora ancora da giocare, e non si concluse con una vittoria nei tempi regolamentari.

Anche la finale del 1999 tra Manchester United e Bayern Monaco viene spesso citata per la sua conclusione incredibile. I tedeschi conducevano 1-0 fino al recupero, quando Sheringham e Solskjær segnarono due gol in pochi minuti. In quel caso, però, lo svantaggio dello United era di una sola rete.

Sono differenze decisive per questa analisi. Il criterio non è semplicemente segnare più gol nel finale, ma trovarsi ancora sotto di almeno due reti almeno all’80° e riuscire comunque a vincere senza supplementari.

La particolarità della rimonta del Real Madrid

Il confronto storico permette di individuare tre elementi che distinguono la partita dell’Olimpico.

Il primo è il tempo a disposizione: il Real Madrid era sotto 3-1 all’82° e ha completato il sorpasso prima del recupero. Il secondo è il contesto: a differenza del PSV nel 2024, la squadra spagnola giocava in trasferta. Il terzo è la sequenza dei gol, arrivati tutti sugli sviluppi di calci d’angolo.

Quest’ultimo aspetto merita attenzione anche dal punto di vista tecnico. Il Real Madrid ha trovato tre volte il modo di rendersi pericoloso da situazioni di palla inattiva, mentre la Roma non è riuscita a difendere la propria area con sufficiente efficacia. Non si è trattato di tre azioni isolate e completamente diverse: la squadra di Mourinho ha insistito su una soluzione che continuava a creare problemi agli avversari.

Il precedente del PSV mostra che recuperare due gol di svantaggio dopo l’80° è possibile, anche se rarissimo nei casi finora individuati. La partita di Roma aggiunge però un elemento nuovo, certificato dalle statistiche Opta: nessuna squadra ospite aveva mai completato una rimonta vincente partendo da uno svantaggio di almeno due reti così tardi nella storia della competizione.

Per la Roma, il risultato lascia una domanda che va oltre il dato statistico: come si può passare da un vantaggio di due gol a una sconfitta in così poco tempo? Per il Real Madrid, invece, la partita entra in una storia di rimonte europee già particolarmente ricca, ma con un primato che fino al 14 ottobre 2026 non gli apparteneva.

La Champions League aveva già visto una squadra ribaltare due gol di svantaggio negli ultimissimi minuti. Non aveva mai visto una squadra farlo in trasferta partendo da una situazione così compromessa all’82°.