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Tuchel non vuole trattare i minuti dei giocatori con i club: «Sarebbe una follia»

Di Guglielmo Timpano

Tuchel non vuole trattare i minuti dei giocatori con i club

Il ct dell’Inghilterra ha escluso una gestione preventiva del turnover durante la lunga finestra di Nations League: «Vogliamo vincere la prossima partita».

Thomas Tuchel non vuole concordare con i club quanti minuti debbano giocare i calciatori convocati dall’Inghilterra. Alla vigilia della partita di Nations League contro la Repubblica Ceca, il commissario tecnico inglese ha respinto l’idea di programmare presenze e riposi per alleggerire il carico dei giocatori.

«Non prendo telefonate dagli allenatori di Premier League. Quando allenavo un club non chiamavo i commissari tecnici», ha detto Tuchel. Poi ha aggiunto: «Perché dovrei dare ai giocatori l’impressione che sia accettabile fare un passo indietro, giocare un tempo o riposare una partita? Non lo farei mai. È una follia».

La questione nasce da una finestra internazionale particolarmente compressa. L’Inghilterra deve giocare quattro partite di Nations League in poco più di una settimana e inoltre alcuni nazionali arrivano da un’estate accorciata dal Mondiale, con poco tempo per recuperare prima dell’inizio della stagione.

Tuchel ha però spiegato che il suo criterio sarà semplice: «Vogliamo vincere la prossima partita». Per questo vorrebbe confermare almeno sei o sette titolari, dando continuità alla squadra invece di costruire in anticipo una rotazione.

Il discorso non riguarda eventuali infortuni o problemi fisici, che restano affidati alle valutazioni mediche. Riguarda piuttosto una questione di competenze: fino a che punto un club può chiedere a una Nazionale di limitare l’impiego di un proprio giocatore?